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Il flusso dell’informazione

Cat. “Autori”
Hermes (Ingegnere chimico e Ricercatore)
10 maggio 2019

Chi scrive non è un giornalista tantomeno un informatore professionista esperto di comunicazione, ho una formazione tecnica, animata però da molta curiosità anche per svariati argomenti.

Tuttavia il mio intento è di darvi delle semplici linee guida per una gestione “informata” dell’informazione (perdonate il gioco di parole, ma serviva) che chiameremo per semplificare il “frullatore”. Consideratelo quindi una sorta di manuale d'istruzione di appunto… un frullatore…

Partiamo da uno schema molto semplice:

Figura 1

Scopo

Fissiamo prima di tutto lo scopo di questo manuale, in altre parole cerchiamo di capire quanto il segnale A che entra nel “frullatore” corrisponda a quello che esce come B.

Analisi del “frullatore”

Per traguardare il nostro intento cercheremo di capire i meccanismi principali che governano il funzionamento del “frullatore”. Per farlo ci aiuteremo di uno schema che riassume i concetti basilari. Non ci addentreremo nei meccanismi comunicativi e sociologici, ma cercheremo semplicemente di esaminare quello che possiamo osservare dall'esterno che, seppur in superficie, è la parte più importante, poiché è quella che deve arrivare all'utente.

Riconosciamo almeno 4 livelli d'informazione:

  • Livello 1 - Mainstream o Ufficiale
  • Livello 2 - Apparentemente non Mainstream
  • Livello 3 - Inchiesta e approfondimento
  • Livello 4 - La più obiettiva possibile

La stratificazione dei livelli è funzionale alla visibilità di ogni livello. Ovviamente, il Mainstream è quello al primo posto. Daremo una descrizione un po’ più dettagliata di ogni livello.

Livello 1: è il canale d’informazione ufficiale delle istituzioni e, in quanto tale, riporta la versione dei fatti di tutte le autorità competenti coinvolte. Senza entrare in inutili dissertazioni, mi limito a dire che è riportata l’informazione che il sistema impone. Lo scopo del Mainstream non è soltanto fornire la visione di un’informazione fine a se stessa, l’intento principale è, infatti, quello di condurre l’individuo ad uniformarsi al modo di pensare comune che il Mainstream stesso pubblicizza attraverso un continuo dosaggio giornaliero. In questo modo senza accorgersene il meccanismo di formazione delle proprie opinioni non è più libero ed autonomo ma segue le istruzioni impartite da questa sorta di lavaggio cerebrale.

Livello 2: celato da un apparente atteggiamento di comunicazione alternativa in realtà conserva, al proprio interno e in maniera subdola, i medesimi meccanismi/dettami del livello 1. Mascherati “dal Gatto e la Volpe” promettono (come a Pinocchio) i frutti del campo dei miracoli, nel momento in cui affidiamo a essi la nostra fiducia. Mentre Pinocchio, suo malgrado, si accorge dell’inganno, noi continuiamo a dare fiducia a gatti, volpi e “iene”, alle “notizie striscianti” etc.… pensando che costoro siano dalla nostra parte!

Livello 3: a questo livello troviamo principalmente le notizie della Rete. L’accesso a tale livello, per essere efficace, necessita di confronto e la ricerca di più fonti per analizzare gli argomenti da vari punti di vista e verificarne l’attendibilità. Data la vastità della Rete, si può rischiare di tirare a bordo qualche “vecchio scarpone” che, in buona fede, potremmo anche spacciare per un tonno.

Livello 4: possiamo definire questo livello l’ambiente dove si cerca di trasferire il segnale B (figura 1) in modo tale che sia il più possibile uguale ad A. Il modo migliore per riconoscere il livello 4 è quando il diffusore delle informazioni non le promuove come un dogma (come avviene spesso ai livelli 1, 2 e anche 3) ma evidenziandone eventuali lacune e spunti di riflessione, stimolando il lettore a farli propri e svilupparli a sua volta.

Nello schema in figura 2 trovate anche alcuni esempi per capire come si differenziano i vari livelli, i quali non hanno confini netti e, quindi, si passa da uno all'altro con una certa gradualità (soprattutto tra i primi tre).

Figura 2

Approfondimento

Per completare il nostro manuale occorre definire alcuni meccanismi che regolano il flusso d'informazione tra i vari livelli. Tali meccanismi restituiscono all'utente una forma comunicativa con uno scopo ben preciso: favorire l’arrivo all'utente dell’informazione elaborata ai livelli più alti 1 e 2 a scapito di quella proveniente dai livelli 3 e 4.

Abbiamo tre principali meccanismi di veicolazione elaborazione e controllo dell’informazione:

  1. Effetto CICAP
  2. Debunking
  3. Diffusione e Risalto di False Flag

La censura in senso classico, ai tempi di Internet, sarebbe un’azione troppo drastica e potrebbe essere addirittura controproducente avvalorando il punto di vista/informazione non allineata a quella ufficiale. Sono stati imbastiti, quindi (già da molti anni), i meccanismi suddetti per esercitare un’azione di censura apparentemente “soft” ma molto più efficace e subdola.

Il debunking per esempio nasce già negli Stati Uniti tra gli anni 50-60 nel momento di diffusione non controllata (apparentemente) delle notizie di avvistamenti ufo. Il debunker quindi, è chi, in veste di scienziato, o pseudo tale, e soprattutto dotato di una certa popolarità/affidabilità, si propone di smontare ogni teoria o fatto alternativo.

Esercita questo ruolo attraverso una serie di risposte (ai dubbi sollevati) che si rifanno ai fenomeni fisici più comuni, sovente senza dare riscontri pratici. Il debunker quindi non ha mai validi argomenti, ma li fa apparire tali attraverso due fattori principali:

  1. la sua popolarità/affidabilità
  2. la maggiore attenzione/supporto mediatica che i canali Mainstream gli riservano.

Quello che personalmente definisco invece effetto Cicap, è un meccanismo molto funzionale e collaterale al debunking. Lo stratagemma è veramente sleale, e si propone di creare la popolarità e, soprattutto, l’affidabilità del debunker. Strumenti di cui quest’ultimo necessita in maniera fondamentale.

È il momento per un esempio… anzi l’esempio di riferimento del sistema di debunking di casa nostra… ovvero Piero Angela! Questo signore è il fautore del Cicap (comitato italiano controllo affermazioni sul paranormale) nella cui “missione” originaria si prodigava nel nobile intento di smascherare presunti maghi e mistificatori per limitarne l’azione truffaldina verso soggetti sensibili. Quest'azione (ampiamente pubblicizzata dai media nazionali) unitamente alla fama di divulgazione scientifica di Angela hanno creato un robusto legame di fiducia e affidabilità verso tutti gli aderenti al comitato.

In questo modo, forte del “trust” creato dalla lodevole attività anti truffa, il Cicap, al momento opportuno, si spoglia dei panni degli “acchiappa finti fattucchieri” e imbraccia le armi del debunking di stato, nel sostenere, per esempio, (anche a rischio di figuracce) la teoria ufficiale del governo statunitense sull'undici settembre. Valenti e titolati esperti e tecnici (non solo americani) hanno ampiamente dimostrato la validità di dinamiche che spiegano i fatti accaduti in modo completamente differente dalla versione ufficiale, ponendo altresì importanti domande cui nessuno (dagli organi ufficiali ai debunkers) ha mai dato risposta (una delle tante… il misterioso crollo dell’edificio 7).

A questo punto per completare il quadro, il lettore avrà sicuramente capito che non è solo Piero Angela e il Cicap a creare debunking in Italia. Costoro sono supportati su base giornaliera da organi di pseudo giornalismo, quali “Striscia la notizia” e “le Iene” che acquisiscono consenso e popolarità (le vere armi dei debunkers) nutrendosi dei “cascami” prodotti dalle nefandezze del sistema (truffe varie, cartelle pazze, prelati non proprio esemplari etc… etc.)

Per quanto riguarda le false flag diamo la seguente definizione: quelle operazioni che sono concepite da un soggetto A affinché, una volta portate a compimento, la colpa delle medesime ricada su un soggetto B e non su chi le ha concretamente realizzate e portate a termine.

Stiamo parlando in particolare degli attentati terroristici di dubbia matrice come dello stesso undici settembre.

A scanso di equivoci è opportuno chiarire che il ruolo dell’informazione Mainstream (livello 1 e 2) è quello di alimentare le false flag diffondendo in maniera capillare la versione ufficiale dei fatti, esaltandone soprattutto le connotazioni emozionali e drammatiche, alimentando pesantemente la strategia della tensione. Un'informazione autentica dovrebbe invece occuparsi d'inchieste vere, per smascherarne anomalie, ambiguità e incongruenze.

Rimane da aggiungere qualche suggerimento per distinguere meglio tra livello 3 e livello 4. Per non addentrarci troppo in dettagli che si possono comprendere solo dopo un approccio diretto con tali livelli informativi, posso qui porre l'accento sul fatto che un elemento di distinzione macroscopico risiede nel tipo di argomento che è trattato.

Esistono, infatti, alcuni temi che seppur interessanti e ricchi di spunti NON sono minimamente trattati a livello 3, ma solo a livello 4… questo accade quando l’argomento è ritenuto troppo scottante!

Conclusione

Non starò qui a fare il sommario di quanto esposto finora, ma vorrei aggiungere solo alcuni concetti che implicitamente racchiudono la stratificazione e il flusso dell’informazione. Questi possono aiutare a comprendere le motivazioni più intrinseche che porterebbero l’utente a orientarsi e ad attingere ai livelli 1 e 2 anziché porre la sua attenzione verso i livelli 3 e 4.

Non si tratta, infatti, solo di un problema di maggiore visibilità (che è riservata ai primi due livelli) ma anche di due importanti fattori:

  • La pigrizia dell’individuo: ovvero la sua inclinazione ad attingere dagli organi informativi che da sempre riconosce come ufficiali e “affidabili”.
  • La dissonanza cognitiva.

Mentre non c’è nulla da aggiungere sulla pigrizia, è importantissimo fornire una spiegazione, seppur in maniera sintetica, sulla dissonanza cognitiva. Prima di affidarci a quanto potete trovare voi stessi su wikipedia vorrei provare a farvi capire almeno come agisce questo meccanismo indotto, e porre anche in evidenza quanto sia potente ed efficace.

Detto in termini molto semplici, la dissonanza cognitiva è l’effetto confusionale che si produce in un individuo nell'elaborazione di un certo pacchetto d'informazioni. Come avrete capito, è il contenuto del pacchetto a scatenare la dissonanza cognitiva nel nostro cervello.

La reazione confusionale è associata alla difficoltà di elaborare simultaneamente segnali/informazioni che siano in forte contrapposizione logico /funzionale fra loro. Per esempio vedere una persona ridere e piangere contemporaneamente oppure mentre sfoga gaiezza in un momento di chiara drammaticità.

Il problema della dissonanza cognitiva si scatena (con effetto domino) nella fase di reazione indotta nel cervello che cerca automaticamente di rimuovere o ridurre la dissonanza:

  1. Si produce un marcato disagio psicologico.
  2. Alterazione della propria capacità di selezione e giudizio delle informazioni.
  3. Cercare rifugio in facili e comode conclusioni tipo : questa cosa è una bufala!
  4. Cercare rifugio nella scienza/istituzioni e pensiero comune ovvero scientismo/indottrinamento.

Nella pratica la dissonanza cognitiva è probabilmente il guardiano più forte del sistema che, operando al nostro interno, ostacola e affievolisce il nostro senso critico vanificando la nostra autonomia di pensiero.

L’informazione Mainstream, spesso, utilizza/induce dissonanza cognitiva e in maniera raffinata, non è facile accorgersene poiché nel momento in cui ne siamo bersagliati è la dissonanza stessa che ci rende confusi e incapaci di cogliere, nel flusso dell’informazione (siamo dentro al “frullatore” ), il momento della mistificazione. A questo punto abbiamo assunto le istruzioni di base del nostro “Frullatore” e, al termine di questo lavoro, avrete sicuramente capito il motivo non casuale della scelta del frullatore come esempio.

Approfondimenti:

  • In merito alla dissonanza cognitiva vi consiglio vivamente il video di Tommix
  • In questo articolo invece non si parla direttamente di dissonanza cognitiva ma riflettiamo un attimo su quello che succede al povero TOM….

Cinque persone che trasmettono un messaggio (ognuna ad altre cinque e, così via….) in 7 o 8 passaggi il messaggio è giunto a tutte le persone della Terra….

Hermes

db/il_flusso_dell_informazione.txt · Ultima modifica: 06/02/2020 08:04 da @Staff R.