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Vaccini: qualcuno si sta innervosendo

Evidentemente c’è qualche motivo d’inquietudine.

Per anni i vaccini sono stati guardati con rispetto, addirittura con soggezione. Malattie come il vaiolo, la poliomielite e il tetano diventavano eventi sempre più rari e chi, se non i vaccini, potevano essere additati quali i generali vittoriosi?

Se a qualcuno fosse venuto in mente di far notare come sarebbe bastato dare un’occhiata alla storia naturale di quelle infezioni per accorgersi che la loro incidenza con tanto di mortalità collegata erano in calo già da molti decenni e che, oggettivamente, l’introduzione dei vaccini non pare proprio avere inciso sulla pendenza della curva, sarebbe stato trattato a male parole per lesa maestà.

Da un po’ di tempo, però, esistono fatti che non possono se non indurre qualche ulteriore dubbio sui vaccini, e quel dubbio è non solo legato alla loro reale efficacia ma, addirittura, alla loro sicurezza. Insomma, passi assumere un farmaco inutile, ma se questo è pure pericoloso…

È un dato di fatto che le sperimentazioni che si effettuano sui nuovi vaccini hanno ben poco di biologicamente accettabile. Uno dei punti d’inciampo è la fretta: il produttore deve cominciare a incassare senza indugi e sperimentare come Biologia comanda significherebbe “sprecare” tempo. La Biologia è lenta a rispondere e non ha rispetto per chi vuole fare impresa e fare quattrini.

Un altro punto d’inciampo è il mancato peso che si danno a risultati non propriamente tranquillizzati su certe sperimentazioni effettuate in modo “garibaldino” su piccole popolazioni del Terzo Mondo, morti e malati inclusi. Né si obbietta su sperimentazioni non effettuate.

Prescindendo da non poche altre pietre d’inciampo come, per esempio, quello dei bugiardini, un altro punto, uno che mi riguarda da vicino, è l’insabbiamento pervicace dei risultati ottenuti dalle nostre poche e povere ricerche: su 26 vaccini tutti diversi analizzati, 26 erano inquinati da micro-e-nanoparticelle non biocompatibili. A mettere in fiero sospetto almeno me ci sono i due interrogatori che ho subito dai Carabinieri del NAS senza che ci fosse un seguito, la totale assenza di reazione da parte della Magistratura (contattata da noi due volte senza risposta), la reazione impossibile da aggettivare e sicuramente non rispettosa dell’intelligenza altrui della dott.ssa Salmaso (Istituto superiore di sanità) e, ancora più “inspiegabile” (virgolette perché temo che la spiegazione ci sia), il far finta di nulla di certe associazioni che si dichiarano, e con una certa “vivacità”, anti-vaccino.

Sia chiaro: io non sono affatto “anti-vaccino” ma, facendo (senza desiderarlo) lo scienziato, sono costretto a tenere in considerazione TUTTI i dati e, dunque, la sola cosa che pretendo è la chiarezza. È fin troppo evidente che la chiarezza non c’è, che elementi cruciali sono fatti sparire e che, come vuole il trito modo di dire, ognuno tira l’acqua al suo mulino.

Ma la Scienza, quella vera e non quella dei ciarlatani, non ha mulini e, dunque, l’acqua vada dove deve andare senza “aiutini”.

Un aiutino, a dire il vero un po’ goffo, lo offre ora un manipolo di “scienziati” (le virgolette sono obbligatorie dopo aver letto qualche nome). Le figure di cui, chi avrà voglia di farlo, leggerà all’indirizzo 1) affermano le loro ragioni (o le ragioni di chi ha forgiato la loro cultura o di chi chiede l’aiutino) tralasciando, però, di offrire quell’immagine tersa e obiettiva che costituisce una caratteristica ineludibile di chi voglia non atteggiarsi a scienziato ma esserlo per davvero. Parrà strano a molti, ma la Scienza non può essere tale senza Etica.

Come sempre, limitatamente alle mie competenze e ai risultati delle nostre analisi, io sono disponibile a un confronto con chiunque dei firmatari del messaggio. Mi piacerebbe, poi, che gli enti di controllo che noi paghiamo profumatamente per fare gli interessi della comunità partecipassero al confronto e partecipasse pure qualche esponente della Magistratura. Sottolineo ancora come da parte mia non ci sia alcuna prevenzione nei riguardi dei vaccini in quanto tali ma solo quello che credo sia mio diritto pretendere: chiarezza. Dunque, per una volta mettiamo da parte il business e consideriamo solo i fatti.

Per finire, mi dispiace che Le Scienze, una rivista di divulgazione di un certo livello, si sia prestata a quella che mi pare, salvo dimostrazione serena che io sbagli, un’arlecchinata e un atto da lacchè nei riguardi di chi troppo spesso paga i conti di certi lussi. La rivista avrebbe potuto, quanto meno, dare voce anche a chi vuole fare Scienza come la intendeva Galileo. Così, come è stato fatto, si perde non solo credibilità ma anche dignità.

30 marzo 2014
Stefano Montanari
Credits

1)
Le Scienze 28/03/2014
db/vaccini_qualcuno_si_sta_innervosendo.txt · Ultima modifica: 13/04/2019 16:09 (modifica esterna)