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db:analisi_dei_vaccini_anti_covid-19_con_particolare_riferimento_a_vaxzevria_di_astrazeneca

Vaxzevria... e dintorni

The Lancet, rivista scientifiche a livello mondiale, ha pubblicato uno studio sull’efficacia dei principali vaccini in circolazione1). Il fattore ARR (Absolute Risk Reduction), che esprime la riduzione assoluta del rischio dell'evento nel gruppo dei trattati rispetto ai controlli, è il seguente:

Astrazeneca: 1,3%

Moderna: 1,2%

Johnson & Johnson: 1,2%

BioNtech (Pfizer): 0,84%

Se questa è la premessa pensate cosa vi aspetta …

Analizziamo alcuni punti del vaccino di AstraZeneca soffermandoci sul documento ufficiale reso disponibile da AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) il 02/06/2021. 2) Qui ci descrivono finalmente la composizione del vaccino Vaxzevria. Al punto 6 del “bugiardino” troviamo le prime notizie interessanti.

Cosa contiene Vaxzevria.

Una dose (0,5 mL) contiene:

Adenovirus di scimpanzé che codifica per la glicoproteina spike del SARS-CoV-2 ChAdOx1-S * , non inferiore a 2,5 x 108 unità infettive. Prodotto in cellule renali embrionali umane geneticamente modificate (HEK) 293 e mediante tecnologia del DNA ricombinante.

Questo prodotto contiene organismi geneticamente modificati (OGM).

Gli altri eccipienti sono L-istidina, L-istidina cloridrato monoidrato, cloruro di magnesio esaidrato, polisorbato 80 (E 433), saccarosio, disodio edetato (diidrato), acqua per preparazioni iniettabili (vedere paragrafo 2 “Vaxzevria contiene sodio e alcol”).

Le cellule HEK 293 sono la rinomata linea cellulare che da anni “aiuta” la medicina. “Tre delle linee cellulari umane di maggior successo sviluppate allora - WI-38, MRC5 e HEK293 - sono linee cellulari fetali umane. Le cellule WI-38 derivano da cellule ottenute da un polmone fetale di 12 settimane prelevato nei primi anni '60, le cellule MRC5 derivano da cellule prelevate da un polmone di un feto abortito alla 14 settimana nel 1966, e le cellule HEK293 sono state isolate da cellule prelevate da un rene fetale di età gestazionale sconosciuta nel 1973. 3)

La vostra speranza è quindi che, in 50 anni, non si sa bene per quale miracolo, siano sopravvissute queste 3 linee genetiche e che continuino a essere usate pressoché universalmente per ogni tipo di vaccino. Se così non fosse, dovreste farvi qualche domanda sulla provenienza dei vari tessuti di crescita che sono utilizzati. 4)

Riguardo la proteina Spike vi sono già diverse pubblicazioni che ne descrivono la pericolosità. “Grazie” ai danni da essa provocati gli scienziati iniziano a comprendere come il Covid non sia una malattia respiratoria bensì vascolare“. 5) Riportiamo un articolo del Salk Institute, fondato dal pioniere dei vaccini Jonas Salk, dove una pubblicazione scientifica rivela puntualmente che tale proteina causa danni vascolari. 6) 7)

Chi legge ed è in grado di pensare con la propria mente a tali notizie dovrebbe semplicemente abbandonare l’idea di vaccinarsi, se mai l’avesse avuta. Fino a qualche anno fa l’Italia era fiera di essere in prima linea contro l'invasione degli OGM … ora ci si mette in fila per farseli iniettare.

Continuando nella lettura emerge la solita demenza della scienza del Tg che propone e incentiva cocktail vaccinali. 8) Mentre nel nostro foglietto illustrativo è scritto:

“Il vaccino non deve essere miscelato nella stessa siringa con altri vaccini o medicinali”.

“Il ciclo di vaccinazione di Vaxzevria consiste in due dosi separate da 0,5 ml ciascuna. La seconda dose deve essere somministrata da 4 a 12 settimane dopo la prima dose. I soggetti che hanno ricevuto la prima dose di Vaxzevria devono ricevere la seconda dose dello stesso vaccino per completare il ciclo di vaccinazione.

“La somministrazione concomitante di Vaxzevria con altri vaccini non è stata studiata.” 9)

Infine ci informano in maniera enigmatica che:

“Non sono stati effettuati studi di genotossicità né di cancerogenicità. Non si prevede che i componenti del vaccino abbiano un potenziale genotossico. Gli studi sugli animali di potenziale tossicità nella riproduzione e nello sviluppo non sono stati ancora completati. Uno studio preliminare di tossicità nella riproduzione nei topi non mostra tossicità nelle madri o nei feti.”

Queste sono le briciole che possiamo raccogliere ufficialmente ma come il solito troviamo altre informazioni, sui componenti, non citati da AstraZeneca.

L'Agenzia Stampa Italia (ASI) il 29 giugno 2021 pubblica uno studio di due ricercatori: “RILEVAMENTO OSSIDO DI GRAFENE IN SOSPENSIONE ACQUOSA” 10) nel quale emerge chiaramente che all’interno di questi vaccini sono stati inseriti ben altri “ingredienti”.

Un biologo di nome Ricardo Delgado, e un medico, il dottor Jose Luis Sevillano, che conducono entrambi un programma online chiamato ”La Quinta Columna”, hanno analizzato il famigerato fenomeno magnetico presente nella maggior parte delle persone vaccinate. ”Le braccia di alcune persone diventano magnetiche proprio nel punto in cui sono state inoculate, appoggiando non solo dei magneti, ma delle forbici, parti metalliche, strumenti, anche cellulari. Il fenomeno, dichiarano, non è esclusivo del braccio. In pochi giorni si sposta verso il torace, il collo o la parte superiore della colonna vertebrale“. I due ricercatori ritengono che le “nanoparticelle segrete” scovate nei vaccini siano nanotubi di ossido di grafene. Hanno scoperto che le nanoparticelle di ossido di grafene sono poi compatibili con i neuroni e altre cellule cerebrali. ”Tutti i vaccini sono prodotti utilizzando la stessa nanotecnologia. Queste nanoparticelle diventano magnetiche quando raggiungono la temperatura del corpo umano, mentre quando rimangono in un ambiente sotto zero gradi, rimangono non magnetici“. Il grafene è un superconduttore altamente compatibile con le cellule neuronali: 11) la conducibilità, è probabilmente la più rilevante tra le varie proprietà dei diversi materiali di grafene, in quanto può consentire di istruire e interrogare le reti neurali, nonché di guidarne la crescita e la differenziazione. Ricordiamo la proteina “Magneto”, geneticamente modificata, che controlla a distanza il cervello e il comportamento. (The Guardian 24/5/2016) 12)

La DARPA ha assegnato finanziamenti a sei organizzazioni per supportare il programma Next-Generation Nonsurgical Neurotechnology (N 3). Leggiamo, nella sezione “Agenzia per i progetti di ricerca avanzata della difesa”, “Sei percorsi verso il futuro non chirurgico delle interfacce cervello-macchina” 13).

Sul grafene l'Unione europea ha investito un miliardo di euro in un progetto chiamato ”Il grafene Flagship“. 14) Le molecole di grafene (sostengono i due ricercatori) possono interagire con i neuroni del cervello in modalità remota utilizzando diverse radiofrequenze (il 5G potrebbe essere una di queste), possono mappare il cervello e trasmettere e ricevere istruzioni a distanza”. 15)

Lo studio è stato inviato al Ministro della Salute Speranza affinché sia verificata la relazione dell'Università di Almeria datata 28 giugno 2020. Attendiamo risposta.

E la risposta dovrebbe essere celere perché nonostante l'ondata di notizie anti fake-news, le persone che testimoniano questi effetti magnetici sono migliaia. Ciò avviene quotidianamente e in ogni parte del mondo. Ma rimane una bufala.

Ecco quindi i brevetti …

Soluzione fisiologica contenente dispersione di grafene e vaccino contro il virus corona utilizzando lo stesso16)

Vaccino ricombinante nano coronavirus che assume come vettore l'ossido di grafene17)

Sulla stessa linea uno studio dell’European Forum for Vaccine Vigilance. L'articolo, dall'eloquente titolo, “Study on the electromagnetism of vaccinated persons in Luxembourg” 18) (“Studio sull’elettromagnetismo delle persone vaccinate in Lussemburgo”) mostra che 29 vaccinati su 30 contro il Coronavirus emettono “campi elettrici totalmente anormali”.

In conclusione leggiamo queste parole:

“Alla domanda, è vero che le persone presentano un effetto elettromagnetico dopo aver subito almeno una vaccinazione, la risposta è affermativa (…)”

Una conferma ad alcuni dati di queste ricerche la troviamo in una pubblicazione del National Center for Biotechnology Information che spiega l'uso di nanoparticelle di ossido di ferro superparamagnetico (SPION) nei vaccini. “Superparamagnetic nanoparticle delivery of DNA vaccine” 19) e un'altra pubblicazione che tratta nello specifico il vaccino per la malaria, 20) anche questo supermagnetico. “Utilizzo della forza magnetica per migliorare la risposta immunitaria al vaccino DNA” 21)

Un altro brevetto degno di nota è “Sistema e metodi per la nanorobotica collettiva per applicazioni mediche”, 22) in cui si descrive l'uso di collettivi di nanorobot (CNR) per applicazioni mediche. I CNR sono utilizzati per mappare il corpo umano, per regolare il sistema cardiovascolare, per la regolazione dell'insulina, per la somministrazione mirata di farmaci, per la diagnosi di patologie cellulari e per distruggere le cellule tumorali. L'ennesima correlazione la troviamo anche nella tecnologia dei quantum dots, i punti quantici che, come riferisce la Rice University, in un articolo del 18 dicembre 2019, 23) sono inoculati tramite vaccinazione: una volta inseriti sotto la pelle, i micro aghi si dissolvono divenendo simili a un tatuaggio con codice a barre, il quale potrebbe essere letto da uno smartphone. La notizia è stata ripresa dall’Ansa il 2 gennaio 2020: “Il libretto delle vaccinazioni si scrive sottopelle con un inchiostro trasparente che si legge con lo smartphone”. 24) Ancora una volta tutte le spese sono a carico della Fondazione Gates.

Nel frattempo, con un minimo di ricerca, si scopre come il grafene sia considerato la nuova materia miracolosa praticamente in ogni ambito, e particolarmente in quello medico. “Are graphene and graphene-derived products capable of preventing COVID-19 infection?” è uno studio in cui si descrive come “a causa delle proprietà elettroconduttive, il grafene e i suoi derivati ​​possono interagire con diverse biomolecole, traslocare all'interno dell'endosoma o del lisosoma, attraversare la membrana plasmatica e regolare il mitocondrio, il nucleo e il citoscheletro. In particolare, l'idrofobicità del grafene aumenta con un numero maggiore di strati. Pertanto, considerando tutte queste caratteristiche, abbiamo suggerito un potenziale approccio terapeutico basato sul grafene e, per determinare se può essere virucida, sarebbe probabilmente dimostrato come un trattamento economico ed efficiente contro COVID-19”.  25) “In un altro documento si giunge alle stesse conclusioni: “Prestazioni antivirali dei materiali a base di grafene con enfasi su COVID-19: una recensione”. 26)

Non a caso tramite una recente nota informativa 27) destinata a tutte le farmacie e ospedali, l’Agenzia della sanità pubblica francese ha chiesto di «non utilizzare più» le mascherine FFP2 denominate “Biomass Graphene” a causa di un possibile rischio per la salute legato alla presenza di particelle di grafene in questi dispositivi di protezione. Le mascherine con “aggiunta” di grafene sono in effetti tranquillamente commercializzate e pubblicizzate nonostante anche in Canada ne siano state ritirate diversi milioni. 28)

Anche Nanografi, importante azienda che vende nanotecnologia (a basso costo), puntualizza l'importanza del grafene, nella lotta contro i virus: “La struttura del coronavirus rivela somiglianze con le nanoparticelle. L'idea è che particelle su scala nanometrica, piccole come il virus, possano interagire con proteine ​​Spike o legarsi a esse con la conseguente distruzione della struttura virale attraverso l'applicazione di radiazioni elettromagnetiche principalmente a luce infrarossa”. 29)

Tra i vari prodotti dell’azienda troviamo un Kit per test Covid 30) anche questo “magnetizzato” e possiamo addirittura portarci a casa un poco di ossido di grafene a soli 68 Euro il grammo. 31)

Se qualcuno avesse dei dubbi su cosa significhi inoculare nanotecnologie in un corpo umano, tenga bene a mente le parole di Dave Johnson, direttore dell'informatica di Moderna Therapeutics: “I farmaci tradizionali debbono essere creati in fabbrica per poi essere introdotti nell’organismo dei pazienti. Al contrario i farmaci ad mRNA dicono agli organismi come produrli da sé, si tratta di una sorta di software biologico”. 32)

Nonostante sia quindi palese l'importanza del grafene nella “lotta” al Covid, i servi si sono subito affrettati a smentire la “fake news” sui soliti canali “anti-bufala”. 33) Scrivono tra le varie frottole: “Se vi fosse grafene o ossido di grafene, questo sarebbe immediatamente visibile, come fa notare a Newtral il professor Diego Peña, docente di chimica organica dell’Università di Santiago de Compostela. Le soluzioni di ossido di grafene infatti sono fortemente colorate, e la sostanza pura è una polvere marrone; il vaccino invece è fornito come un preparato di colore bianco che diluito è pressoché trasparente”.

Ma sullo stesso bugiardino sopracitato ritroviamo una precisazione che ci sembra abbastanza importante: al punto “Descrizione dell’aspetto di Vaxzevria e contenuto della confezione” leggiamo: “La sospensione si presenta da incolore a leggermente marrone, da limpida a leggermente opaca”.

Se infatti osserviamo le tante immagini dei vaccini 34) 35) 36) noteremo che il colore di alcuni è proprio di un marroncino ”merda triste…

Concludiamo con la ciliegina sulla torta di BionTech, la quale, nel suo protocollo C4591001, 37) che consigliamo di leggere integralmente, redige, tra le altre cose, una panoramica su eventi avversi in qualcuno che è stato esposto a chi ha ricevuto il vaccino.

8.3.5.3. Esposizione professionale

“Un’esposizione professionale si verifica quando una persona riceve un contatto diretto non pianificato con l’intervento dello studio (il vaccinato), che può portare o meno al verificarsi di un AE (evento avverso)”.


Extrapedia Science


20)
Superparamagnetic nanoparticles for effective delivery of malaria DNA vaccine
db/analisi_dei_vaccini_anti_covid-19_con_particolare_riferimento_a_vaxzevria_di_astrazeneca.txt · Ultima modifica: 08/08/2021 14:29 da @Staff R.